Segrate, 20 maggio 2015
"La cancellazione del PGT impedisce il completamento del progetto Boffalora che il nuovo operatore tedesco stava portando avanti con convinzione!"
Questo il messaggio inviato nel "Bilancio di Fine Mandato" dal sindaco Alessandrini agli abitanti di Segrate e in particolare a quelli del quartiere Boffalora, i quali speravano che nella nella proposta presentata pochi mesi fa dall'immobiliare tedesca Phoenix Development GmbH vi fosse una soluzione, una via di uscita alla loro situazione di isolamento, mancanza di servizi, gravissimi problemi strutturali e gestionali.
Noi riteniamo che l'affermazione del sindaco non corrisponda al vero ma che ci siano spazi per decisioni urbanistiche anche dopo l'annullamento del PGT. D'altra parte la stessa Giunta Alessandrini, in barba alla sentenza del TAR, ha recentemente autorizzato la realizzazione di una struttura residenziale per anziani su un'area adibita fino ad oggi a campi sportivi e ha approvato un nuova variante del mega centro commerciale Westfield.
Oggi, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha restituito al Comune la possibilità di utilizzare la parti normative del PGT, il sindaco non ha comunque più alibi.
L'attuale Amministrazione Comunale ha gravi responsabilità nei confronti degli abitanti del quartiere Boffalora: non ha saputo vigilare sulla correttezza e le capacità dell'operatore, non ha saputo risolvere i problemi e i drammi delle famiglie che hanno creduto alla bontà dell'edilizia convenzionata tanto sbandierata in occasione delle passate elezioni comunali.
Chiediamo quindi al Sindaco di non perdere quest'ultima occasione e di aprire anche in questi ultimi giorni del suo mandato una trattativa con Phoenix per consentire alla amministrazione che gli succederà di entrare nel merito del progetto fin da subito.
Segrate Nostra
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Segrate, 15 maggio 2015
Il Piano di Governo del Territorio è lo strumento, fondamentale, che decide del futuro di un territorio, della sua evoluzione e destinazione, e in ultimo della qualità della vita per i suoi abitanti.
E' pertanto assai importante che si scrivano e dicano cose vere, nell'interesse dei cittadini, non delle singole parti.
Si tratta ovviamente di uno dei temi più caldi in vista delle elezioni, a motivo della sentenza del TAR del 27 febbraio scorso che annullava il PGT segratese e del conseguente ricorso presentato dal Comune di Segrate, ossia dall'attuale Amministrazione.
Questo ricorso è stato valutato rapidamente dal Consiglio di Stato che il 12 maggio ha stabilito una prima decisione, in attesa dell'udienza di merito del 3 novembre prossimo: ha sospeso la sentenza del TAR unicamente per quanto riguarda il Piano delle Regole e il Piano dei Servizi del PGT, consentendo quindi l'ordinaria amministrazione urbanistica della città.
Un PGT si compone infatti di tre atti distinti: il Documento di Piano, il Piano dei Servizi e il Piano delle Regole.
Il Piano dei Servizi di Segrate descrive l'esistente a livello di servizi (verde, infrastrutture, etc.) e definisce in buona sostanza le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il comune necessita (aree di trasformazione pubblica), mentre quello delle Regole individua le aree destinate all'agricoltura, le aree di valore paesaggistico-ambientale ed ecologiche, nonché le aree non soggette a trasformazione urbanistica, e anche identifica i parametri da rispettare negli interventi di nuova edificazione o di riqualificazione dell'esistente.
Rimane quindi annullata la parte centrale del PGT, il Documento di Piano, che definisce l'urbanizzazione della città voluta da Alessandrini e dalla sua maggioranza.
Il Consiglio di Stato, nell'ordinanza emessa il 13 maggio, ha stabilito esplicitamente che l'annullamento del PGT deciso dal TAR produce ancora effetti sulle aree del Golfo Agricolo. Quindi fino al 3 novembre i progetti di edificazione privati previsti dal PGT (aree di trasformazione) sono sospesi e il Golfo Agricolo non potrà essere toccato.
Non dimentichiamo che nel PGT attuale si ipotizza, sulla base degli insediamenti già approvati e in corso e soprattuto di quelli nuovi previsti dal Piano stesso, che "la popolazione subisca un incremento totale pari ad un valore massimo di 17.458 abitanti, facendo convergere la popolazione ad un valore di 51.401 abitanti" (Piano dei Servizi, Relazione, All.B, pag. 80).
Questi sono i dati.
E' difficile credere ai nostri amministratori quando sostengono che la qualità della vita e dei servizi resterà immutata o migliorerà passando da 33 mila a oltre 50 mila abitanti, stravolgendo completamente l'equilibrio di Segrate.
Possiamo commentare che i giudici hanno ritenuto rilevante la sentenza del TAR e non hanno sbloccato i nuovi piani di trasformazione/costruzione.
Esprimiamo invece il nostro sconcerto per quanto espresso da alcuni esponenti della maggioranza e per quanto scritto su un organo ufficiale di comunicazione dell'Amministrazione, il sito web del Comune, ossia che "Il Consiglio di Stato ha annullato la Sentenza del TAR contro il Piano di Governo del Territorio [...] ha accolto il ricorso presentato dal Comune contro la Sentenza del TAR che annullava tutto il Piano di Governo del Territorio di Segrate".
Come si dimostra i fatti stanno, per fortuna, diversamente.
Nell'incontro pubblico sul tema del territorio tenutosi ieri sera a Redecesio, organizzato da Segrate Nostra e presentato dalla nostra Viviana Mazzei, un'ospite qualificata come Ada Lucia De Cesaris - avvocato, Vicesindaco di Milano e assessore all'Urbanistica, Edilizia Privata e Agricoltura di Milano - ha confermato quanto abbiamo sostenuto, indicando come la sentenza del TAR sia coraggiosa ed assai rilevante. Non solo, appare ancora più importante che il Consiglio di Stato non abbia deciso di accogliere le istanze del Comune ma di entrare nel merito di alcune questioni, scindendo i vari aspetti del piano, mantenendo sospesa la questione del Golfo e riattivando solo le parti di piano che non prevedono nuove edificazioni.
Ha anche sottolineato che il ritorno alla non edificabilità e allo stato di agricolo di un terreno trasformato in edificabile è possibile e non prevede necessariamente la restituzione degli oneri versati dal proprietario dal momento in cui il suo terreno è diventato edificabile. E il ricorso del Comune, costato circa 30 mila euro (soldi pubblici) può essere ritirato.
E solo in un'ottica di Città Metropolitana, come ha ribadito Anna Scavuzzo, consigliere del Comune di Milano, andranno pensati e risolti temi che il PGT attuale non svolge adeguatamente: come la mobilità e la viabilità. Città Metropolitana da cui, ha detto, l'Amministrazione di Segrate si è finora tenuta lontana, incredibilmente.
Come ha sottolineato il professor Roberto De Lotto, segratese, esperto di progettazione urbana e docente all'Università di Pavia, anche il tema del traffico di attraversamento dei quartieri potrà essere affrontato solo insieme a un serio monitoraggio dei flussi, flussi che potrebbero modificarsi quando la viabilità speciale sarà realizzata. Tale viabilità, che De Lotto definisce la vera spina dorsale di Segrate e doveva essere un atto decisivo dell'Amministrazione, costituisce insieme alla ferrovia un elemento centrale del piano futuro di Segrate, ridefinendo flussi e assetti.
Come ha sostenuto Paolo Micheli in chiusura: se avremo l'onore di amministrare questa città ritireremo il ricorso presentato dal Comune e scriveremo un nuovo PGT basato sulla difesa del territorio e orientato verso scelte sostenibili di sviluppo, ricucendo la città con il verde, con la cultura, con il lavoro e con la qualità dei servizi.
Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra
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Segrate, 8 maggio 2015
Wifi gratuito in ogni angolo della città, dati in possesso dell'amministrazione comunale accessibili e trasparenti a cittadini e imprese, edifici dismessi che diventano contenitori di posti di lavoro e startup, idee innovative e nuove tecnologie al servizio della comunità. Questo il concetto di smart city che abbiamo raccontato nell'incontro organizzato ieri sera a Milano 2 moderato dal nostro portavoce Gianluca Poldi.
Protagonisti, il nostro candidato sindaco Paolo Micheli, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, e il cernuschese David Casalini, cofondatore e amministratore delegato di RnDlab, la società da cui sono nati CheFuturo! e StartupItalia!.
«Una smart city è qualcosa che utilizza la tecnologia del futuro per cambiare in meglio la vita di tutti i giorni - ha introdotto Casalini -. Smart è tutto quello che rende più semplice la viabilità, più fluido il traffico e crea occasioni di lavoro. Chiudere un centro storico alle auto, ad esempio, anni fa era visto come una follia. Chi ha fatto questa scelta, invece, come la vicina Cernusco, ha avuto ragione. Esempi contrari? Il Gratta e Sosta è agli antipodi dello smart. Oggi una app ti consente di pagare il parcheggio senza doverti scervellare per trovare una tabaccheria o un distributore».
Giorgio Gori, che tornava nella sua Milano 2, oggi parla da sindaco dopo essere stato per anni dirigente di Mediaset.
«Non so molto di nuove tecnologia, ma sono curioso - ha raccontato Gori davanti ai residenti di Milano 2 che hanno affollato il centro civico -. In questi miei primi 10 mesi da sindaco di Bergamo ho cercato di capire come alcune diavolerie tecnologiche possano diventare utili per i miei concittadini. Penso agli open data che possono venire utilizzati dalle aziende e dai commercianti per fare impresa, a una rete Wifi grauita e accessibile ovunque, alle telecamere di videosorveglianza come deterrente per la microcriminalità e il vandalismo».
Per Giorgio Gori, però, il grande potenziale delle smart city è l'attrattività nei confronti delle imprese: «Tra città c'è una forte competizione territoriale e i sindaci sono in parte responsabili della fuga o meno delle aziende dai propri territori. Per attirare imprese, evitando che scelgano altre destinazioni come è successo in alcuni casi a Segrate, si devono creare le condizioni migliori. Trasporti efficienti, raccolta rifiuti puntuale, ma anche un'assistenza domiciliare capillare per persone anziane o malate. A Bergamo stiamo favorendo l'insediamento di aziende che abbiano la capacità di innovare, offrendo posti di lavoro e attirando in questo modo altre imprese. Serve un'amministrazione comunale coraggiosa che si rimbocchi le maniche e si metta al lavoro in questa direzione. Con un sindaco capace come lo sarà Paolo Micheli anche l'invecchiata Milano 2 e tutta Segrate possono tornare ad essere realtà innovative e davvero d'eccellenza».
Al nostro Paolo Micheli la chiusura della serata: «Faremo fare a Segrate non uno, ma due passi avanti nel futuro. Diventerà una città sostenibile. Una vera smart city dove reti e tecnologie innovative andranno di pari passo con la tutela del verde, degli spazi aperti e del benessere dei cittadini. A Segrate tutto questo rischia di scomparire. La costruzione di interi nuovi e popolosi quartieri è rimasta orfana del miglioramento dei servizi e le abitazioni sono rimaste invendute. Se vogliamo ripartire e sistemare queste inefficienze, l'eccellenza economica di Segrate dovrà diventare eccellenza nella qualità della vita».
Il viaggio di ritorno in camper di Paolo Micheli e della Lista Micheli-Segrate Nostra nei quartieri di Segrate prosegue.
- Giovedì 14 maggio alle 21 al centro civico di Redecesio. Con Lucia De Cesaris, vicesindaco di Milano e Roberto De Lotto, docente di Progettazione urbana all'Università di Pavia.
- Martedì 19 maggio alle 21 al centro civico di Novegro. Con Lucia Castellano, ex direttrice del carcere di Bollate e membro della Commissione Speciale Carceri e Gian Antonio Girelli, presidente della Commissione Apeciale Antimafia.
- Giovedì 21 maggio alle 21 al centro civico di San Felice. Con Simona Malpezzi, parlamentare e co-firmataria del DDL "La buona Scuola", e Marco Campione, capo segreteria del Sottosegretario del Ministero dell'Istruzione.
- Martedì 26 maggio alle 21 a Cascina Commenda a Rovagasco. Con Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio e vicesindaco della Città Metropolitana, Antonio Bresciani, sindaco di Vimodrone, Roberto Maviglia, sindaco di Cassano d'Adda e Michela Palestra, sindaco di Arese.
- Giovedì 28 maggio alle 19 in piazza San Francesco a Segrate centro la serata di chiusura della campagna elettorale. Con Umberto Ambrosoli, leader dell'opposizione in Regione Lombardia, e tutti i consiglieri regionali colleghi di Paolo Micheli del Patto Civico.
Marco Italia
Segretario di Segrate Nostra
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A un mese dalle elezioni vi presentiamo con orgoglio il programma della nostra coalizione, frutto della collaborazione seria e produttiva tra Segrate Nostra, PD, Scelta Civica e Sinistra per Segrate. E' stato depositato in Comune e lo trovate on-line sul nostro sito .
Esprime in tutto e per tutto le idee della nostra lista e di Paolo, dalle radici ai dettagli.
Vi invitiamo a leggerlo, a partire dalla Premessa che lo guida e dalle macro-aree in cui è organizzato.
Troverete un programma maturo, organico e dettagliato, che fa tesoro delle migliori esperienze nei vari settori, del dialogo con gli specialisti, di anni di conoscenza del territorio e delle sue criticità. Non una lista della spesa né un elenco raccogliticcio e generico.
Abbiamo avuto il coraggio di idee forti e l'accortezza di scrivere promesse che possono essere mantenute. Anche dove le questioni da risolvere non dipendono solo dall'Amministrazione ma da accordi con enti superiori, con privati e con i comuni limitrofi, noi ci impegniamo ad andare fino in fondo, contrattando e collaborando. Siamo consci che i problemi si affrontano con la misura del buon senso e dell'ascolto, ponderando le possibili soluzioni. Siamo forti perché liberi.
Sappiamo che non basta uno ma servono due passi avanti per Segrate.
Il primo nel metodo: l'onestà, la trasparenza, l'ascolto dei cittadini e dei quartieri, la buona amministrazione, l'impiego efficace del denaro pubblico, il coinvolgimento dei privati e il fund raising, e l'idea di quali siano i migliori esempi europei a cui guardare.
Il secondo passo avanti sarà nel merito: creare lavoro, attrarre le imprese high tech e creative, le start-up, promuovere forme nuove di impiego, rendere Segrate un polo d'eccellenza per la ricerca e l'innovazione, una città più connessa, con meno traffico, con una stazione di qualità e mezzi pubblici migliori, una città più semplice, più ecologica e pulita, a misura di bambino e di adulto, sottratta alle lobby delle costruzioni, più viva culturalmente e socialmente, più attenta alle famiglie, una città modello.
Intelligenza, dialogo, visione. E saper fare.
Vi chiediamo fiducia per i valori che abbiamo portato avanti in 5 anni, per l'affetto verso la Nostra Segrate, per l'idea di futuro che abbiamo.
2 maggio 2015
Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra
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Segrate, 29 aprile 2015
Sono più di vent'anni che Segrate aspetta la realizzazione della Cassanese bis, detta anche viabilità speciale, anche se di speciale ha solo il tempo trascorso, gli errori nel progettarla e la incapacità di chi ha amministrato Segrate negli ultimi vent'anni di farsene carico in modo vincente.
Paolo Micheli ha le carte in regola per essere l'uomo giusto in questa partita: ha dalla sua l'esperienza di consigliere regionale e i buoni rapporti con l'amministrazione della Città Metropolitana e con amministratori a ogni livello. Anche recentemente gli è stato possibile, a margine dell'incontro con il primo ministro Renzi a Mantova, concordare l'intervento sul problema di Luca Lotti, il sottosegretario alla presidenza del consiglio che è Segretario del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione), l'ente attraverso il quale sono passati gli atti di programmazione economica della Cassanese bis.
Le alternative che offre il centrodestra sono una candidato sindaco di totale inesperienza politica e amministrativa e le consuete promesse di una coalizione che dopo essersi dedicata per vent'anni principalmente a lottizzare tutto il nostro territorio, non è riuscita a dare ai segratesi una città libera dal traffico.
Mentre, ad esempio, la vicina Pioltello ha raggiunto il proprio obiettivo con l'interramento per circa 1 km della Cassanese e la conseguente liberazione dal traffico di attraversamento, la mancata realizzazione della viabilità speciale ha per noi segratesi il sapore di una beffa. Occorre una svolta decisiva.
Paolo Micheli è l'uomo in grado di darla.
Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra
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Segrate, 23 aprile 2015
Due mani in primo piano, di un adulto e di un bambino, progettano una nuova città.
Contro il PGT dei palazzoni e dei nuovi quartieri da migliaia di persone che, non si sa per quale magia, avrebbero trasformato Segrate in un grande parco secondo la vulgata dell'intramontabile partito del mattone che ci amministra.
Due bambini piantano un albero, altri osservano da un muro di cascina diroccato dei campi che rimarranno tali, nel giusto equilibrio tra natura e costruito, sullo sfondo.
Spazi verdi ampi per correre, passeggiare, portare a spasso i cani, osservare le stagioni.
Abbiamo voluto iniziare la nostra campagna di comunicazione, in tutte le caselle segratesi e in numerose affissioni, dal tema che dall'origine ci ha caratterizzato: l'affetto per il nostro territorio, la misura corretta del rapporto tra edifici e verde, tra spazi della vita e del riposo, tra storia e sostenibilità futura.
Ci siamo trovati, 5-6 anni fa, intorno a Paolo Micheli, alcuni amici e alcuni sconosciuti, tutti accomunati da questa certezza: non esiste sviluppo senza storia e senza rispetto del territorio, che significa anche rispetto per le generazioni future. Mettendo da parte la storia politica di ognuno, "colori" e simpatie, per fare una politica dell'ascolto e della trasparenza, senza interessi di partitici o economici, senza favori da fare o da rendere.
Oggi, dopo un quinquennio di lavoro comune e più esperienza, con altre persone che si sono aggiunte e più idee e più coraggio, ci presentiamo con una nuova campagna elettorale sotto il segno della bellezza.
Vogliamo imprimere una svolta di metodo, di visione, di qualità, di onestà all'amministrazione della città. Anche nella comunicazione.
Abbiamo pensato di distribuire delle belle immagini, che potessero essere apprezzate da tutte le età, per suggerire le nostre idee forti, che le si potesse tenere appese in cucina, senza finire subito nella carta.
Non vi anticipiamo però i prossimi temi e le prossime uscite...
Cercateci, ci trovate anche con il camper della coalizione!
Ascoltiamoci.
Buona Liberazione.
Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra
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Segrate, 30 marzo 2015
Tra i problemi di viabilità che vent'anni di centro destra ci lasciano irrisolti in eredità, oltre a quelli della Cassanese e della Rivoltana, c'è il nodo Villaggio-Rovagnasco.
Con una improvvisa intuizione due mesi prima delle elezioni il sindaco fa iniziare dei lavori di sbancamento per costruire una strada che sulla via Monzese, quasi al confine verso Vimodrone, si dirige verso gli edifici della Vecchia Olghia. Strada che viene spacciata per l'inizio dei lavori della Variante Monzese, quella che dovrebbe risolvere i problemi d traffico del Villaggio e di Rovagnasco, portando una parte del traffico attraverso il Golfo Agricolo verso la zona industriale Marconi.
Piccolo problema: gran parte del percorso della Variante, dalla Vecchia Olghia in poi, previsto con una convenzione con la proprietà del Golfo Agricolo, fa capo al PGT e a successive delibere tutte annullate un mese fa dal TAR.
Gli stessi lavori del peduncolo sono stati autorizzati due mesi fa con un permesso di costruire che faceva riferimento a una delibera in seguito annullata.
Allo stato delle cose, il peduncolo in costruzione, oltre a essere probabilmente un abuso edilizio, non serve a nulla. Congiunge via Monzese con l'estremità Nord di Vecchia Olghia e lì si fermerà.
L'appello al Consiglio di Stato che è stato presentato contro la sentenza del TAR potrà riconfermarla, oppure, non si può escludere, modificarla.
Ma nell'attesa è ragionevole non buttare via soldi pubblici, è ragionevole non fare lavori inutili; è ragionevole valutare bene le cose prima di distruggere un altro prato, è ragionevole riflettere bene sul come, sui vantaggi e sugli svantaggi.
Una promessa: io non andrò a caccia di inutili nastri elettorali da tagliare.
Si può cambiare. Ora sì
Paolo Micheli
Candidato sindaco della coalizione di centrosinistra
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Segrate, 16 marzo 2015
Un logo riuscito condensa un'idea, un principio fondante, una "mission". Si fa notare, ammirare, si imprime nella memoria.
Ecco perché nel nuovo logo della nostra lista civica abbiamo tenuto fermo il concetto del germoglio, che per noi significa attenzione al territorio, ma anche cura, crescita, radicamento.
Il logo è stato studiato da due grafiche giovani ed emergenti (Cristina Dell'Edera e Anna Sutor) che si caratterizzano per l'estrema finezza del segno: hanno lavorato sul nostro marchio proponendo un collegamento tra le due parole, ed è venuto spontaneo pensare a una grande lettera "t" che innervasse sia Segrate sia Nostra, creando un concetto unico, una sintesi. Allora la lettera "t" si è trasformata in una pianta, una porzione di alberello, un germoglio, con un accenno di radice e qualche foglia. Del resto, il logo che abbiamo usato per cinque anni, creato da un amico, aveva dei rami con foglie che germogliavano dalla parola "Nostra".
Per far emergere questa T si è deciso di lavorare sul contrasto tra i colori blu e verde, dove il blu richiama al cielo e alle acque, che sono anche lo sfondo dello stemma del nostro Comune, il verde al colore simbolo della speranza e della natura, che ci piacerebbe vedere più diffusa nella città.
La difesa del territorio - a partire dal Golfo Agricolo e dalla moratoria delle costruzioni su tutte le aree verdi - è nel nostro DNA. Lo testimonia la strenua attività svolta in 5 anni di Consiglio Comunale dai nostri consiglieri, che sottende un impegno di tutta la squadra si Segrate Nostra, e l'attività costante di Paolo Micheli in Consiglio Regionale, dentro la lista Ambrosoli. Per la nostra lista, come sa chi ci segue da anni anche solo sul web, territorio non indica solo il verde, ma di più: la qualità della vita, la possibilità di tutti a partecipare alle scelte amministrative che li riguardano, la forza del dialogo onesto con tutte le forze politiche, la collaborazione fattiva con alcune realtà del territorio (come il Comitato Golfo Agricolo), il pensiero per un futuro di Segrate di classe A.
Si cresce insieme.
Votiamo per Segrate Città Modello.
Un logo che è, ancora una volta, un segno di speranza.
Speriamo vi piaccia!
Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra
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20150302 - comunicato stampa
L'edificazione del Golfo Agricolo e di altre aree non potrà aver luogo.
Il TAR della Lombardia con una sentenza "storica" ha bocciato il PGT del Comune di Segrate, stabilendo che il progetto di utilizzare tutto il verde residuo del nostro territorio comunale per costruirvi sopra centinaia di palazzi e portare la popolazione della città da 35.000 a 50.000, era irragionevole e per giunta mal fatto.
Segrate Nostra non può che essere felice di questa sentenza, avendo sostenuto fin dall'inizio il ricorso dei cittadini segratesi, sia economicamente sia con l'azione politica dei propri consiglieri comunali; restano tuttavia alcune considerazioni e interrogativi che non possiamo non porre.
Una prima considerazione: chi ha fatto un pasticcio del genere, chi l'ha sostenuto per una decina di anni ignorando proteste e contestazioni, chi vi ha dilapidato un enorme dispendio di energie (in soldi dei segratesi ed ore di lavoro dei dipendenti comunali) in una qualsiasi situazione lavorativa verrebbe mandato a casa. Subito.
E pensare che cinque consiglieri comunali, compresi i due rappresentanti di Segrate Nostra, Paolo Micheli e Gianfranco Rosa, sono stati querelati dal Sindaco Alessandrini per aver messo in guardia il Consiglio comunale dall'avvallare scelte che oggi anche il TAR stabilisce essere illegittime...
Ma la sentenza pone anche un interrogativo: e adesso... chi paga il conto?
Il bilancio 2015 approvato pochi giorni prima della sentenza prevede entrate che certamente non si realizzeranno più: esse sono rappresentate da gran parte degli oneri di urbanizzazione, previsti in bilancio in una quantità mai realizzata prima, e dall'IMU sui terreni edificabili che potrebbe dimezzarsi, visto che buona parte dei terreni interessati sono stati restituiti dalla sentenza ad uso agricolo.
Sulla spesa corrente di circa 30 milioni potrebbero essere almeno 5 quelli che mancheranno all'appello. Più di quanto avrebbe realizzato la Tasi che una manovra preelettorale ha fatto azzerare proprio nel bilancio di quest'anno.
E non finisce qui: vi saranno poi le spese per i contenziosi che si apriranno; ci saranno le richieste di danni di chi, fidando in questa maggioranza di centro destra innamorata del mattone, ha investito nei progetti immobiliari con studi, piantumazioni, sospensione dell'attività agricola, pagamento dell'IMU; ci saranno insomma conseguenze per molti anni a venire.
Segrate Nostra, che da quando è scesa in campo nel 2009 è stata l'ininterrotta coscienza critica per la difesa del territorio e contro il consumo di suolo, chiede questo agli elettori segratesi: a maggio mandiamo a casa i responsabili di questo pasticcio.
Per sempre.
Segrate, 2 marzo 2015
Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra
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20150217 - comunicato stampa
Governare una città significa pensare non solo al suo presente, ma anche al suo futuro: bisogna avere una visione sia sul breve che sul lungo termine.
La visione di Segrate dell'attuale maggioranza è mostrata a tutti chiaramente con l'approvazione dello strumento di pianificazione del territorio, il PGT, in cui ha previsto di far costruire su tutti gli spazi verdi residui e aree agricole e portare così Segrate dagli attuali 35.000 abitanti a ben oltre 50.000. In più, le numerose aree commerciali costruite o in via di costruzione. Più un pezzo d'autostrada (BreBeMi) che attraversa Segrate senza adeguate opere di mitigazione, più l'assedio dei quartieri (Milano 2 tra gli ultimi) con nuovi centri commerciali e capannoni.
Il tutto condito dal lentissimo completamento delle piste ciclabili, improbabili piantumazioni alberi di alto fusto negli spartitraffico della Cassanese (mantenuti dalle tasse dei cittadini) e qualche promessa di parco.
La qualità della vita attuale, forse un po' migliorata rispetto a qualche anno fa, non sarà tale, purtroppo, tra 5 o 10 anni: è dimostrato da ricerche e da molte realtà occidentali che investire nel mattone, nell'incremento di popolazione e nel commerciale non produce benefici reali per la popolazione, non produce reddito diffuso, complica il traffico, aumenta i tempi di percorrenza e neppure produce sufficienti posti di lavoro sul territorio. Ciò porta tutt'al più qualche piccola comodità per la spesa sotto casa, in auto.
Noi abbiamo per cinque anni combattuto strenuamente dai banchi della minoranza con questo modo antiquato di intendere il territorio e la politica, i cui effetti non tardano ad arrivare.
E' tempo di futuro a Segrate, è davvero tempo di cambiare.
La nostra città ha tutte le risorse in termini di idee, di persone, di localizzazione, di infrastrutture, per diventare una piccola città modello alle porte di Milano.
Se dovessimo condensare in tre parole chiave il nostro pensiero: il futuro significa cultura, territorio, lavoro. E su tutto, sempre massima trasparenza e partecipazione dei cittadini nelle scelte più importanti che riguardano da vicino il loro ambiente e la loro vita.
Questi sono i punti di forza del nostro programma di lista civica che presenta il candidato sindaco, Paolo Micheli:
CULTURA significa formare un'attenzione verso educazione, ricerca, istruzione, aggregazione, accessibilità, multi- e inter-culturalità, coinvolgimento delle migliori esperienze e pratiche dentro e fuori Segrate. E in questo contesto, non in modo estemporaneo e casuale ma sostanziale e vitale: musica, teatro, letteratura, arte, scienza.
Massima sinergia con le scuole. E insieme legalità, ascolto e trasparenza dei processi. Solo facendo crescere con attenzione gli adulti di domani si può prospettare un futuro migliore.
TERRITORIO per noi vuol dire valorizzare un insieme articolato di ambiti e temi che ci riguardano da vicino: qualità della vita, ambiente, ecologia, energie rinnovabili, sicurezza, connettività (mobilità, viabilità), servizi (sociali, sportivi, abitativi...), associazioni, volontariato, parrocchie. E ovviamente un nostro punto fermo: la difesa delle aree verdi superstiti, la promozione del recupero di edifici dismessi anziché la costruzione di nuovi, la garanzia dei servizi ai nuovi quartieri, in primis l'area della stazione (oggi ancora indecorosa) - Segrate Village - e della ex-Boffalora.
LAVORO per noi e per i nostri figli, significa attivare tutte le potenzialità di una città: puntare verso il domani è costruire già oggi un territorio ospitale per le imprese più dinamiche e costruire insieme un futuro e un presente di occupazione. Non si è fatto nulla di serio per attrarre le piccole e medie imprese tramite servizi e agevolazioni, nulla per fare di Segrate un luogo modello per l'innovazione tecnologica e per la ricerca. C'è molto da fare e ciò spesso viene dalle forze dinamiche e propositive esterne ai partiti.
Al centro di una città, di un luogo, non possono che esserci le persone, quelle che ci vivono e quelle che lo attraversano.
Il futuro: dalla vecchia logica del connettere i quartieri tramite il cemento (occupazione del suolo) alla logica del connettere le persone attraverso educazione, cultura e innovazione.
Puntiamo a fare di Segrate un territorio guida per la Città Metropolitana e uno dei migliori esempi amministrativi a livello nazionale.
Segrate, 17 febbraio 2015
Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra
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