Segrate Nostra apprende con profonda preoccupazione la notizia del licenziamento di Margherita Napolitano, cittadina segratese, da 25 anni ingegnere biomedico presso l’ospedale San Raffaele e rappresentante sindacale. Napolitano aveva denunciato pubblicamente le carenze di personale dell’ospedale e il ricorso a cooperative esterne — criticità che, secondo quanto emerso, sarebbero all’origine dei gravi disservizi verificatisi nel weekend di Sant’Ambrogio 2025 in un reparto dove il personale non era preparato a gestire determinate prestazioni. Un episodio, va ricordato, finito pochi giorni fa anche in un dossier del Ministero della Salute.
Siamo dispiaciuti, perché un licenziamento è un provvedimento dalle gravi conseguenze sulla vita di una persona: a Margherita Napolitano va la nostra piena solidarietà. Il licenziamento dovrebbe rappresentare l’extrema ratio tra gli strumenti a disposizione di un’azienda, da valutare solo dopo aver esplorato ogni alternativa, anche di fronte a eventuali comportamenti censurabili del dipendente.
Siamo preoccupati, perché questo atto va nella direzione opposta a quella necessaria: ricostruire un clima di collaborazione e serenità tra azienda e dipendenti, passaggio indispensabile per l’istituto dopo i fatti di dicembre 2025. I dipendenti — soprattutto quelli con più esperienza — sono la prima risorsa di un ospedale e dovrebbero essere coinvolti attivamente nelle riforme organizzative che il San Raffaele, ci auguriamo, sta mettendo in campo per evitare il ripetersi di simili criticità.
Quando un soggetto privato trae profitto da un servizio pubblico delicato come la sanità, ha il dovere di garantire la massima trasparenza e correttezza nel proprio operato, anche e soprattutto nei confronti dei cittadini che di quel servizio ne usufruiscono. Allontanare chi solleva criticità rischia di trasmettere un segnale sbagliato a tutto il personale e a chi si affida ogni giorno alle cure dell’ospedale.
Per questo a nome anche dei cittadini di Segrate, che nel San Raffaele hanno il primo riferimento per la propria salute, continueremo a seguire questa vicenda con attenzione, perché la sicurezza dei pazienti e la dignità di chi lavora per garantirla non sono negoziabili.

