Da sempre Segrate Nostra si impegna per la sostenibilità e la tutela ambientale, perché crediamo che proteggere il territorio significhi garantire a tutti i cittadini migliori condizioni di vita. È per questo che ci opponiamo con convinzione alla proposta di riforma della legge sulla caccia, che dopo il primo via libera del Senato è ora in discussione alla Camera.
Molti sono i punti di questa riforma che ci preoccupano: più mesi per sparare anche periodi riproduttivi, aumento delle specie cacciabili, meno aree protette, caccia anche di notte, fucili in aree demaniali, via libera ai cacciatori dall’estero, migliaia di uccelli rinchiusi a vita in gabbia per fare da richiami, meno libertà per tutti di vivere la natura in serenità. In altre parole, la natura e la fauna selvatica del nostro paese, che la legge definisce un patrimonio indisponibile dello Stato e che già in larga parte è in pericolo, viene sottomessa al passatempo di pochi.
Ma questa riforma interessa anche la nostra città? Vedremo le doppiette sparare anche a Segrate?
Quello che è certo è che la riforma darà alle Regioni più potere di ridisegnare i confini delle aree di caccia, includendovi zone oggi escluse o fortemente limitate. I parchi nazionali e regionali dovrebbero restare esclusi — ma aree come il nostro PLIS (Parco Locale Sovracomunale) del Golfo Agricolo non hanno mai avuto un divieto automatico, e con Regioni sempre più libere di muoversi questo rischio diventa ancora più concreto.
E anche le “distanze di sicurezza” previste dalla legge e che i cacciatori non potrebbero superare per sparare alle prede — 100 metri dalle case, 50 metri dalle strade — se da un lato rendono difficile cacciare nelle nostre zone più urbanizzate, dall’altro non lo rendono impossibile.
Per questo continueremo a vigilare e a far sentire la voce di Segrate: il nostro territorio locale e nazionale merita di essere vissuto, non bersagliato.

