Opposizione formale

Consiglio Comunale del 29 giugno, la seconda seduta della nuova consigliatura. Un unico punto all’ordine del giorno: l’elezione del presidente del consiglio comunale e dei due vicepresidenti, dei quali uno di spettanza alla minoranza consiliare. Votazione segreta.
La seduta si apre con due lunghissimi interventi di due consiglieri della minoranza. Il tema: i loro capigruppo avevano avvisato che vi sarebbero state diverse assenze (ben sei su nove) e chiesto di conseguenza lo spostamento del consiglio ad altra data. La richiesta viene ribadita, con minacce di ricorso a procedimenti giudiziari e abbandono della seduta dei tre consiglieri di minoranza presenti.
Con argomenti più impegnativi, decisioni programmatiche, insufficiente tempi per affrontare il tema una richiesta del genere avrebbe potuto sembrare ragionevole, se davvero la motivazione di tante assenze fossero state gravi, insuperabili. Ma ieri proprio no. Siamo in giugno, non in agosto; fa caldo, ma non impedisce di raggiungere la sala consiliare climatizzata.
Non solo, ma il ruolo della minoranza nell’occasione è in sostanza uno solo: votare uno dei propri consiglieri come vicepresidente. C’è poco da discutere, bisogna solo aver scelto un rappresentante e votarlo. Sulla scheda si può mettere un solo nome: diventano vicepresidenti quello più votato tra i consiglieri di maggioranza e quello più votato tra i consiglieri di minoranza. Per quest’ultimo in teoria basterebbe un voto.
Come è andata? Gli unici tre consiglieri della minoranza inizialmente presenti non hanno partecipato alle votazioni che hanno visto la prevista elezione di Francesca Di Marco a prima presidente donna del consiglio comunale di Segrate e della capogruppo di Segrate Nostra, Giulia Vezzoni, a vicepresidente per la maggioranza. Nessun voto a consiglieri della minoranza. Il loro rappresentante per ora non c’è.
Cosa aspettarsi da una minoranza così? Una minoranza che sembra incattivita da una sconfitta pesante alla recenti elezioni al punto da incaponirsi con modalità drammatiche su questioni come questa che interessano solo gli addetti ai lavori e che hanno una influenza zero sui temi veri della guida di una città, e un effetto negativo su quello che pensano i cittadini della politica, nazionale e locale.
Staremo a vedere. La consigliatura è lunga.